Sviluppiamo calcoli di vita residua con relative dichiarazioni di vita utile per apparecchi di sollevamento fissi e mobili tra cui :

- carriponte, cavalletti e gru a bandiera 

- gru a torre

- autogru e gru su autocarro

- gru portuali, derrick e loader crane

- piattaforme di lavoro elevabili (PLE) e ponti mobili sviluppabili.

 
Richieste dagli organi di vigilanza o dagli Enti di ispezione le dichiarazioni di vita residua sono una valutazione del periodo di funzionamento rimanente all'apparecchio per svolgere il proprio compito in condizioni di sicurezza.
Il calcolo di vita residua non può e non deve essere fatto senza una attenta valutazione dello stato effettivo in cui si trovano le strutture e i meccanismi dell'apparecchio, ciò che viene definito 'nel D.Lgs. 81/2008' e richiesto dagli Enti di controllo, indagine supplementare. In qualche caso è sufficiente una ispezione in loco con visione da vicino delle parti della macchina ed l'esecuzione di prove di funzionamento e di carico richieste dalle normative e dalle leggi vigenti, in altri casi invece è necessario un ulteriore ispezione con metodi non distruttivi per verificare la possibile presenza di rotture e/o cricche non visibili ad occhio nudo. Quest'ultimo caso riguarda solitamente l'ispezione per le macchine più datate o quelle soggette a condizioni di lavoro gravoso e a maggiore usura.

Engisystem fornisce un servizio completo di verifica straordinaria o indagine supplementare con calcolo cicli di vita residua sia per apparecchio di sollevamento sia per diverse tipologie di strutture; forniamo infatti un servizio di maintenance engineering o ingegneria della sicurezza e manutenzione anche per strutture di ponti in acciaio, arcate, macchinari sottoposti a carichi ciclici, assali, etc...
I nostri risultati e la stesura dei report viene sempre fatta mantenendo i più alti standard e ovviamente rispettando le prescrizioni delle normative tecniche di settore.

Per il sollevamento le normative di riferimento sono la UNI 9927-1/1997 - Apparecchi di sollevamento: Ispezioni, la normativa internazionale ISO 12482-1: Cranes - Condition monitoring, e la dettagliata FEM 9.755-1993 Measures for achieving safe working periods for serial hoist units che, tra l'altro, richiede di eseguire una verifica straordinaria o indagine supplementare sugli apparecchi di sollevamento che hanno più di 10 anni di esercizio.
Per gli obblighi di legge, le modalità di calcolo della vita residua e più dettagliate nozioni a riguardo visitate la sezione degli approfondimenti, le indagini supplementari e le Frequently Asked Question per le domande più comuni.

Il progetto dell’apparecchio o della struttura deve tener conto delle condizioni di servizio al fine di ottenere un adeguato livello di sicurezza e una durata che corrisponda alle necessità dell’utilizzatore e, oltre a verificare le resistenze per la condizione di carico peggiore indotta dall’utilizzo, è necessario valutare anche gli effetti indotti dai carichi ciclici o da sollecitazione ripetute nel tempo agenti sull’apparecchio o la struttura durante la sua vita. Per una gru ad esempio queste sollecitazioni sono tipicamente dovute ai cicli di carico e scarico per cui gli apparecchi sono destinati a lavorare: insomma viene dunque eseguita una verifica a fatica della struttura e dei meccanismi della macchina durante i calcoli progettuali e durante le considerazioni di manutenzione futura.

Per gli apparecchi di sollevamento il sistema usato per stabilire basi razionali per il progetto delle strutture e dei meccanismi è la classificazione secondo normativa dell’apparecchio che nel complesso è definita principalmente in base ad il numero massimo di cicli operativi che la macchina deve eseguire durante la sua vita utile e il regime di carico che deve sopportare, ovvero in termini pratici, il numero di volte che un carico di una certa grandezza è sollevato, in riferimento alla portata nominale dell’apparecchio.

Gli apparecchi dunque vengono progettati a fatica, ovvero al raggiungimento del numero di cicli o ore di lavoro previsti i componenti non conservano appieno le caratteristiche di sicurezza intrinseca considerate dal progettista.

E´ evidente che il numero limite di cicli previsto in sede di progetto può essere raggiunto prima o dopo il periodo di vita ipotizzato in sede di progettazione, in relazione al reale utilizzo.

Per questo, oltre un certo quantitativo di anni di utilizzo, è consigliabile, obbligatorio o richiesto, a seconda dei casi e delle tipologie di macchine, una valutazione dei cicli rimanenti di utilizzo in sicurezza ed un calcolo degli anni di vita residua che ha l'apparecchio o la struttura.

Un progetto di apparecchio di sollevamento o di un semplice meccanismo di sollevamento secondo la normativa FEM è eseguito considerando che dopo 10 anni dalla messa in esercizio, la macchina venga controllata e i cicli di vita residua vengano riverificati (è richiesto dalla normativa FEM 9.755-1993 per meccanismi di sollevamento ad esempio): questa è una delle tante considerazioni per cui viene richiesta una verifica straordinaria (o indagine supplementare) con il calcolo della vita residua; infatti risulta chiaro che la vita ciclica di un apparecchio o di una macchina può essere più corta o più duratura in base al modo in cui si è utilizzata la macchina. Una gru che solleva carichi prossimi alla portata massima infatti è sottoposta inevitabilmente a usura e durata minore della stessa gru utilizzata a condizioni di carico molto meno gravose.